Conflitti relazionali (famigliari e di coppia)
Percorsi clinici per conflitti di coppia (marito/moglie, fidanzato/fidanzata, partner) e famigliari tra genitori e figli, fratelli, ecc. Il lavoro pone particolare attenzione alle dinamiche affettive, ai pattern ripetitivi e ai significati simbolici che emergono nella relazione per favorire ascolto, regolazione emotiva, nuove possibilità di pensiero e condivisione per recuperare una visione prospettica della vita e, non ultimo, la risignificazione dei significati per provare a comprendere aspetti fondamentali per la vita dell’altra persona.
Che cosa intendiamo per conflitto relazionale
Il conflitto è parte naturale delle relazioni intime e famigliari. Diventa problematico quando si cronicizza, si irrigidisce in copioni ripetitivi (accusa–difesa, inseguimento–ritiro, silenzio–esplosione) o quando produce sofferenza significativa, distanza, svalutazione o sintomi (ansia, insonnia, somatizzazioni). Nei conflitti di coppia rientrano temi di fiducia, gelosia, sessualità, denaro, ruoli e progetto di vita; nei conflitti famigliari genitori–figli prevalgono questioni di autonomia, confini, regole, comunicazione e compiti di sviluppo.
Come si manifesta
- Discussioni che degenerano o, all’opposto, chiusure e silenzi prolungati.
- Scambi centrati su colpa/vergogna, rinfacci, minacce di rottura o alleanze contro qualcuno.
- Percezione di “non essere ascoltati”, fraintendimenti, escalation emotiva o gelo relazionale.
- Nei legami genitore–figlio: lotte su orari, studio, dispositivi, spazi; difficoltà a negoziare confini e responsabilità.
Fattori che contribuiscono
I conflitti nascono dall’intreccio di storia personale e storia della relazione: modelli di attaccamento, ferite e traumi relazionali, aspettative implicite, ruoli e miti famigliari. Nell’ottica junghiana, ciò che rifiutiamo o non riconosciamo di noi stessi tende a proiettarsi sull’altro: lavorare su ombra, simboli e sogni aiuta a integrare queste parti e a sciogliere polarizzazioni rigide.
Come si svolge il percorso
Setting
Incontri individuali in studio a Torino (Via Andorno 41) o online. Durata seduta: 50 minuti.
Frequenza
Generalmente 1 seduta a settimana; modulabile in base alla fase, agli obiettivi e alle risorse.
Metodo
Ascolto attivo, riformulazione, analisi del ciclo interattivo, lavoro su emozioni primarie, sogni e immagini ove disponibili; attenzione a transfert e controtransfert. Sia con le famiglie che con le coppie il focus primario sarà posto sulla comunicazione.
Strumenti pratici
Accordi di comunicazione, pause e de-escalation, compiti tra le sedute, rituali di cura; dove utile, psicoeducazione su attaccamento e regolazione emotiva.
Collaborazioni
Se necessario, collaborazione con l’area scuola per obiettivi o necessità specifiche.
Obiettivi del percorso
- Ridurre escalation e rotture, aumentare sicurezza e fiducia.
- Migliorare ascolto, chiarezza dei confini e negoziazione dei bisogni.
- Riconoscere e integrare le parti “in ombra” che alimentano il conflitto.
- Costruire nuovi rituali, decisioni e progettualità condivisa laddove vi sia possibilità.
Durata del percorso
La durata è variabile e concordata in base a obiettivi, fase di vita e risorse delle persone coinvolte. In generale, sono possibili cicli focali e verifiche periodiche, oppure, optare per un percorso più strutturato di 10 sedute che tende a produrre benefici migliori e più duraturi. Se non è possibile un percorso completo – o non si reputa necessario – si possono programmare cicli e/o verifiche.
Segnali per chiedere aiuto
- Discussioni ripetitive che “girano in tondo” o evitamenti prolungati del confronto.
- Offese, svalutazioni, gelosie o alleanze contrapposte che spezzano il legame.
- In famiglia: escalation quotidiane su regole/responsabilità, fatica nel rispettare confini e ruoli.
Cosa portare in seduta
- Episodi recenti descritti al presente: che cosa è accaduto, cosa hai provato, che cosa avresti voluto.
- Eventuali sogni o immagini ricorrenti; aspettative e limiti negoziabili/non negoziabili.
Domande frequenti
Meglio lavorare in coppia/famiglia o individualmente?
Dipende dal caso. Spesso si comincia con sedute congiunte per favorire sicurezza, consapevolezza e cambiamento nei diversi livelli della relazione e poi spesso mi viene chiesto dai membri della coppia o della famiglia di proseguire in individuale per un proprio percorso e nominativi di colleghi per il marito, la moglie, ecc.
La terapia di coppia serve anche se uno dei due “non vuole”?
È preferibile la motivazione di entrambi. Se non è presente, è possibile iniziare individualmente per chiarire bisogni, limiti e obiettivi realistici.
Se il conflitto riguarda regole con i figli?
Lavoriamo su alleanza genitoriale, coerenza, comunicazione e confini; quando utile, introduco strumenti pratici e incontri congiunti genitori–figli.
Contatti e prenotazioni
Ricevo a Torino (Via Andorno 41 – zona Vanchiglietta) e online (WhatsApp, FaceTime, Meet, Skype). Per informazioni o per un primo colloquio: